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L’integrazione è l’insieme coerente di metodi e di modelli riguardanti il finanziamento, l’amministrazione, l’organizzazione, l’erogazione di servizi ed i livelli clinici, progettati per creare connessioni, allineamento e  collaborazione all’interno e tra i settori delle cure (cure) e dell’assistenza (care) al fine di  aumentare la qualità dell’assistenza e la qualità di vita, il livello di soddisfazione e l’efficienza di sistema per pazienti con problemi complessi e di lunga durata che coinvolgono diversi servizi, erogatori e modalità assistenziali. 

L’integrazione sociosanitaria costituisce un obiettivo prioritario del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per rispondere ad un bisogno di salute ampio e complesso, in particolare nelle fasce a rischio, quali l’area materno-infantile, la terza età, le disabilità, le  malattie mentali, le dipendenze.

Il DPCM 14 febbraio 2001 identifica criteri per pervenire alla definizione delle prestazioni socio-sanitarie, ribadendo altresì l’importanza della valutazione multidisciplinare del bisogno, la predisposizione dei piani personalizzati di assistenza, l’approccio progettuale. 

Aspetti fondamentali sono l’effettiva centralità della persona e dei suoi bisogni, la rilevanza della prevenzione e la programmazione integrata. 

Tra i modelli che facilitano l’integrazione, hanno uno speciale rilievo:

  • l'assistenza sanitaria primaria o di base (primary health care) è il primo livello di contatto e di accesso degli individui, delle famiglie, delle comunità con il sistema sanitario, è la forma di risposta più prossima ai bisogni, nei luoghi in cui le persone vivono e lavorano.
  • la domiciliarità è la possibilità ed il diritto per chi non è autosufficiente di restare nella propria casa e nella propria comunità locale, ottenendo i sostegni necessari tra cui la disponibilità di cure e di assistenza domiciliare.
  • la continuità assistenziale è il dare una risposta duratura e coordinata a bisogni per un periodo lungo o indeterminato, attraverso la comunicazione ed il passaggio di informazioni tra i diversi erogatori e tra i luoghi dell’assistenza, l’azione sinergica e coordinata, la relazione continua tra erogatori/professionisti ed il paziente. 

Tra i metodi e gli strumenti del livello organizzativo dell’integrazione, assumono rilievo:

  1. le Reti assistenziali sono l’insieme di servizi, di attività e di professionisti tra loro interdipendenti ed organizzati in nodi e connessioni, che ricompongono le proprie azioni intorno al bisogno di assistenza della persona;
  2. i Percorsi assistenziali sono interventi multidisciplinari e interprofessionali progettati per la gestione complessiva di un problema di salute, coi quali si coordinano i diversi processi di assistenza e si effettua il monitoraggio degli esiti.  Strumenti operativi sono la presa in carico, costituita dall’insieme di azioni, percorsi, strategie di aiuto, di sostegno e di cura che i servizi sociali e sanitari mettono in atto per rispondere a bisogni complessi e che richiedono un’assistenza continuativa o prolungata nel tempo e che coinvolge diverse professionalità; la valutazione multidimensionale, tecnica che esplora le diverse dimensioni e bisogni della persona nella sua globalità, clinici, funzionali, cognitivi, sociali-relazionali-ambientali.

L’accesso ai servizi integrati viene assicurato dal Punto Unico di Accesso (PUA).

Il PUA è il primo contatto a disposizione del cittadino; promuove un modello di accoglienza e di orientamento dei cittadini, facilitando la cultura dell’integrazione tra i servizi e gli interventi in ambito socio sanitario; consente una presa in carico globale della persona.

Sedi Aziendali PUA

Sono assicurati, inoltre, Sportelli Informativi sui servizi ad integrazione sociosanitaria presso ogni Comune del territorio provinciale (PUA di front office).

 

Istituite, inoltre, le due Unità Valutative Multi Dimensionali del PUA:

  1. UVMD Minori e Famiglia,
  1. UVMD Cronicità e Non Autosufficienza per tutte le situazioni complesse (valutazione richieste relative ai Fondi per la non Autosufficienza, per le disabilità gravissime, per i percorsi di Vita Indipendente per i giovani disabili, per l’assistenza domiciliare etc.)

Viene assicurata attraverso:

L’Assistenza Territoriale

Le strutture che erogano le prestazioni sanitarie nel territorio di competenza dell’Azienda Sanitaria Locale Rieti sono i Distretti Sanitari, Casa della Salute di Magliano Sabina e il Polo Ospedaliero Unificato Rieti - Amatrice i quali:

  • assicurano i percorsi di accesso dell’utente ai servizi e alle prestazioni;
  • garantiscono l’appropriatezza e la continuità assistenziale;
  • svolgono attività orientate all’integrazione con i servizi socio-assistenziali.

Le prestazioni sanitarie assicurate dall’organizzazione distrettuale sono riconducibili alla Medicina di Base, all’Assistenza Specialistica Ambulatoriale, all’Assistenza Domiciliare, alla Medicina Legale, alla Medicina Penitenziaria, alle Dipendenze e Patologie da Abuso e al Materno Infantile.

Il Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze Patologiche

Si occupa di tutte le attività di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e promozione della salute mentale in età evolutiva ed adolescenziale e dei cittadini adulti nonché degli stati di farmaco-tossicodipendenza. È compito del Dipartimento operare per rimuovere qualsiasi forma di discriminazione, stigmatizzazione, esclusione nei confronti delle persone portatrici di disagio e disturbo mentale mediante progetti complessivi ed integrati, terapeutico-riabilitativi e mediante iniziative di lotta al pregiudizio della malattia mentale e degli stati di dipendenza patologica con coinvolgimento della società civile e di altre istituzioni.

La Tutela della Salute Mentale, Riabilitazione, Età Evolutiva

Nell'ambito delle attività a tutela della salute nell'infanzia e nell'adolescenza (0-18 anni), l’Unità Operativa Tutela Salute Mentale, Riabilitazione dell'Età Evolutiva, risponde a disabilità di origine neurologica, genetica o dismetabolica e qualsiasi condizione che comporti handicap fisico e/o psichico; manifestazioni di disagio psichico; difficoltà di natura affettiva o relazionale; difficoltà dello sviluppo linguistico, cognitivo e degli apprendimenti scolastici; difficoltà conseguenti a condizioni di disagio sociale, affido e adozioni.

Il Servizio Sociale Ospedaliero

Per tutte le situazioni legate alla deospedalizzazione, alla continuità delle cure ospedale-territorio, agli inserimenti in residenza sanitaria o struttura riabilitativa. 

Svolge funzioni di controllo sulle strutture socio assistenziali presenti nel territorio per la salvaguardia della salute e del benessere degli ospiti con almeno una ispezione per anno con attività programmata in tutto l’ambito Aziendale e a seguito delle richieste dell’Autorità Giudiziaria, degli Enti locali e di chiunque ne avesse diritto.

Produce atti di indirizzo e prescrizione nonché ogni forma di piano assistenziale che si rendesse necessario nell’esercizio delle sue prerogative.

È compito dell’Unità di controllo di fornire le informazioni acquisite ai Comuni, alla Autorità Giudiziaria, alla Regione e alla Direzione Aziendale.

Per maggiori informazioni

Nell’ambito della integrazione sociosanitaria la ASL collabora strettamente con i 5 Distretti Socio Sanitari della provincia: Rieti, Poggio Mirteto, Fara Sabina, Salto-Cicolano e Alto Velino.

Ambito territoriale Distretto Sanitario n. 1 – Rieti, Antrodoco, S. Elpidio
Ambito territoriale Distretto Sanitario n. 2 – Salario Mirtense